La Proclamazione


21 giugno 2013, ore 11,45. Nell’antica sede del Parco dell’Etna, l’ex Monastero Benedettino di San Nicolò La Rena a Nicolosi, arriva dalla lontanissima Cambogia la notizia più attesa: l’Etna, “a Muntagna”, entra a vele spiegate nella World Heritage List, la lista del Patrimonio dell’Unesco. Il Comitato del Patrimonio Mondiale, riunito a Phnom Penh, ha emesso con un consenso pieno ed entusiasta il suo verdetto sulla iscrizione del più alto vulcano attivo d’Europa. Nel giorno del solstizio d’estate, dunque, l’Etna diventa finalmente Patrimonio dell’Umanità e si realizza un ambizioso progetto nato vent’anni prima. É il quarto sito naturale italiano (dopo le Dolomiti, le Isole Eolie e il Monte San Giorgio) a fregiarsi dello straordinario riconoscimento.

La motivazione ufficiale


Il sito “Monte Etna” è stato iscritto nella World Heritage List in base al Criterio VIII tra i dieci indicati nelle Linee Guida operative per l’attuazione della Convenzione del Patrimonio Mondiale. Secondo il Criterio VIII, il sito di eccezionale valore universale deve “costituire una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione della terra, comprese testimonianze di vita, di processi geologici in atto nello sviluppo delle caratteristiche fisiche della superficie terrestre o di caratteristiche geomorfiche o fisiografiche significative”.

Questa la motivazione dell’iscrizione: “L’Etna è uno dei più attivi vulcani iconici del mondo e uno straordinario esempio di processi geologici continui e formazioni vulcaniche. Lo stratovulcano è caratterizzato dalla quasi continua attività eruttiva dai crateri del suo vertice e abbastanza frequenti eruzioni e colate laviche dai crateri e fessure sui suoi fianchi. Questa eccezionale attività vulcanica è stata documentata da esseri umani per almeno 2700 anni ed è una delle più lunghe registrazioni documentate al mondo di vulcanismo storico.

Il vario e accessibile assemblaggio di caratteristiche vulcaniche come la vetta dei crateri, i coni di cenere, le colate di lava, le

grotte laviche e la depressione della Valle del Bove hanno reso il Monte Etna una destinazione privilegiata per la ricerca e l’educazione. Oggi l’Etna è uno dei vulcani del mondo meglio studiati e monitorati e continua a influenzare la vulcanologia, la geofisica e altre discipline di scienze della terra.

La notorietà, l’importanza scientifica e culturale e il valore educativo sono di importanza globale”.

Per meglio comprendere “l’eccezionale valore universale” che ha portato al riconoscimento Unesco, va detto innanzitutto che il sito Mount Etna comprende 19,237 ettari del Parco dell’Etna. Con un’altezza di 3,340 m sul livello del mare, l’Etna è la montagna più elevata d’Italia a sud delle Alpi, la più alta dell’area centromediterranea e di qualsiasi isola mediterranea. Il sito candidato copre la zona di maggiore altitudine dell’Etna, che non è abitata. L’Etna è il vulcano più attivo al mondo in termini di frequenza eruttiva e il più alto vucano attivo d’Europa; la sua caratteristica morfologica predominante è la Valle del Bove, una grande depressione sul versante orientale del vulcano creata da un fianco collassato migliaia di anni fa e che adesso rappresenta una finestra sulla storia del vulcano.

É anche il più grande vulcano basaltico composito e copre un’area di circa 1.250 km2 sul livello del mare.

La documentazione scientifica relativa all’Etna risale al XVII secolo. Nel XIX secolo, famosi scienziati europei, quali Charles Lyell e Sartorius von Waltershausen, hanno condotto studi sistematici e la mappa di Waltershausen, della prima metà del XIX secolo, rappresenta la prima mappa geologica di un vulcano di grandi dimensioni.

L’UNESCO e la Convenzione per il Patrimonio Mondiale


L’UNESCO (United Nations Educational Scientific and Cultural Organization) è l’Organizzazione intergovernativa delle Nazioni Unite (ONU) per l’Educazione, la Scienza e la Cultura e si occupa di tali valori da un punto di vista universale, tenendo conto dell’umanità nel suo insieme. È nata il 4 novembre 1946 a Parigi.

Il 16 novembre 1972, la 17.ma sessione della Conferenza generale dell’UNESCO, riunita a Parigi, adotta la convenzione per il Patrimonio Mondiale. La finalità della Convenzione è la protezione e la conservazione per le generazioni future, a livello internazionale, dei beni del patrimonio universale. La Convenzione afferma l’importanza, per tutti i popoli del mondo, della tutela di questi beni unici e insostituibili, indipendentemente dal popolo cui appartengono e il dovere per la collettività internazionale di partecipare alla protezione del patrimonio culturale e naturale di valore universale eccezionale, mediante un sistema di protezione collettiva. Da ciò nasce, quindi, la Lista del Patrimonio Mondiale o WHL (World Heritage List). Solo i Paesi aderenti alla Convenzione per il Patrimonio Mondiale possono proporre di iscrivere un sito nella WHL.

Il percorso di nomina per l’iscrizione nella WHL


Il primo passo che un Paese aderente deve compiere per iscrivere un proprio sito nella Lista del Patrimonio Mondiale è quello di fare un inventario dei siti più importanti del patrimonio naturale e culturale di eccezionale valore universale e quindi adatti per l’iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale, situati all’interno dei suoi confini. Questo inventario è noto come Tentative List. L’inserimento in Tentative List deve avvenire almeno un anno prima della presentazione di una candidatura. Ogni anno gli Stati aderenti alla convenzione possono presentare la candidatura di un sito naturale e di un sito culturale o misto, scelti dalla Tentative List.

La candidatura dell’Etna


Per l’Etna, quindi, il percorso inizia ufficialmente a gennaio del 2011, con la proposta dello stato italiano dell’iscrizione del sito Monte Etna nella Tentative List e il successivo inserimento da parte dell’UNESCO.

Prosegue poi con la presentazione nel 2012 del documento di candidatura.

La documentazione di nomina, attraverso una complessa procedura formale che include una pluralità di soggetti, è stata presentata l’1 febbraio 2012 al Centro del Patrimonio Mondiale a Parigi, per la revisione e per la verifica della completezza.

La candidatura è stata avanzata solo dopo un anno dall’inserimento in Tentative List, cioè nel tempo minimo occorrente. Una volta ritenuta completa, la candidatura è stata inviata dall’UNESCO all’IUCN (Unione Mondiale della Conservazione della Natura) che, nel caso di candidature di siti naturali, è l’organo consultivo preposto alla valutazione.

L’IUCN ha incaricato più di dieci esperti per la valutazione della candidatura. Tra loro, Bastian Bertzky, geografo tedesco con un master in “Biologia della conservazione”, è stato l’inviato per la missione di valutazione di campo, ad ottobre 2012. La missione di campo prevedeva un program-

ma di visita che era stato prima esaminato dal Ministero dell’Ambiente, poi verificato sui luoghi insieme a un esperto del Ministero e infine inviato all’IUCN.

Sulla scorta dei rapporti degli esperti e del risultato della missione di campo, l’UICN esprime la propria valutazione. Una volta che un sito è stato proposto per la nomina e valutato, l’incarico di prendere la decisione finale sulla sua iscrizione passa poi al Comitato del Patrimonio Mondiale intergovernativo.

L’iscrizione del sito Mount Etna


Il 21 giugno 2013 il Comitato del Patrimonio Mondiale ha iscritto il sito naturale “Mount Etna” nella lista del patrimonio naturale mondiale UNESCO.

L’area oggi iscritta è quasi totalmente coincidente con la Zona A di riserva integrale del Parco, che racchiude i più grandi valori naturalistici e geologici dell’Etna, il più alto vulcano attivo d’Europa. In questa zona l’ambiente naturale è conservato nella sua integrità e cioè nella totalità dei suoi attributi naturali e costituisce la “Core Zone” del sito UNESCO. La “Core Zone” è circondata e tutelata da una più ampia area, definita “Buffer Zone”.

Nel territorio del Parco dell’Etna ricadono 9 SIC (Siti di Interesse Comunitario) e

4 SIC/ZPS (Siti di Interesse Comunitario/ Zone di Protezione Speciale), che rappresentano il 77% del sito UNESCO.

La maggior parte della core zone, al momento dell’istituzione del Parco, era già di proprietà pubblica, dei Comuni o dell’Azienda Foreste Demaniali. Dopo la sua istituzione, il Parco dell’Etna ha eseguito due importanti acquisizioni delle aree rimaste ancora di proprietà privata, per cui tutto il sito iscritto all’UNESCO è di proprietà pubblica, con confini precisi e segnati.