Sull’Etna è possibile seguire diversi sentieri, tutti unici per particolarità naturalistiche, paesaggistiche e vulcanologiche.
I punti di interesse sotto riportati  possono essere considerati come elementi di riferimento per intraprendere percorsi diversi:

  1. Sede del Parco

La sede del Parco dell’Etna si trova poco a monte dell’abitato di Nicolosi, a quota 831 s.l.m. e occupa quella che fu la versione settecentesca del Monastero benedettino di San Nicolò la Rena, fondato verso il 1156, durante la dominazione normanna, da Simone, figlio di Enrico di Policastro, cognato del Gran Conte Ruggero.
Alle spalle del grande edificio sono visibili i ruderi delle strutture originali del Monastero, mentre sul davanti è ben in vista una grande cisterna di elegante architettura, parzialmente interrata, dotata di quattro bocche disposte simmetricamente.

2. Casa della Capinera

E’ una struttura ricettiva, posta a quota 905, realizzata dal Parco dell’Etna, acquisendo e recuperando un immobile un tempo utilizzato dai contadini addetti alla coltivazione della terre circostanti, come alloggio e sede di magazzini. Si trova a breve distanza di Monte Cicirello, piccolo cono vulcanico con cima posta a 1098 m s.l.m. Da Casa della Capinera si possono imboccare i sentieri 740 e 731. Oltre a questi percorsi, si può raggiungere la conca di M. Ilice, uno dei più grandi coni vulcanici laterali che punteggiano l’Etna.

3. Case Bevacqua

Il complesso rurale delle Case Bevacqua è un vasto sistema di abitazioni, magazzini e strutture produttive posto a quota 1013 s.l.m. La storia di questa struttura riflette emblematicamente quella dell’intero versante orientale dell’Etna, a prevalente vocazione vitivinicola già a partire dai primi decenni dell’Ottocento. Una iscrizione incisa nella chiave di volta dell’arco di ingresso di uno dei fabbricati riporta infatti la data del 1803. All’epoca le Case Bevacqua erano state il cuore pulsante di una vasta area coltivata a vigneto, fatto insolito, specie a quote così alte del vulcano, dove adesso dimorano boschi di querce, castagni e vasti noccioleti. Da esso si dipartono i sentieri 728 e 729.

4. Rifugio Citelli

Fu costruito nel 1935, a spese del prof. Salvatore Citelli sul bordo di Monte Concazze, su terreno messo a disposizione dal cavaliere Paternò del Toscano. Rifugio e terreno furono donati alla Sezione di Catania del CAI. Si trova a quota 1741 s.l.m. ed è raggiunto da strada asfaltata, mentre fino agli anni ’50 era raggiungibile solo con tre di ore di marcia a piedi, partendo da Fornazzo. E’ stato ristrutturato di recente con fondi del Parco dell’Etna ed oggi dispone di un piccolo ristorante e di quindici posti letto. Da esso si può intraprendere il Sentiero 723, oppure inserirsi nel Sentiero Italia (724).

5. Rifugio di Monte Manfrè

E’ una piccola struttura con una ricettività di 10 posti letto, che sorge alla base di Monte Manfré, un cono laterale alto 1460 m s.l.m. rivestito da castagneti, noccioli e querce e caratterizzato da una profonda spaccatura dalle ripide pareti. Da esso transita il sentiero 786 che parte dal paese di Belpasso e che, grazie alla sua prosecuzione (Sentiero 786B) consente di raggiungere la Pista Altomontana (Sentiero 701).

6. Case Caldarera

Piccola struttura ricettiva posta a q. 1000 s.l.m. sul versante Nord dell’Etna, nel territorio comunale di Randazzo. Deriva anch’essa da una costruzione rurale ed è stata recentemente ristrutturata e resa fruibile dal Parco dell’Etna. Da essa si accede ai Sentieri 717, 718 e 719, che, a loro volta, consentono di raggiungere la Pista Altomontana (Sentiero 701).

7. Piano dei Grilli

Piano dei Grilli è il Punto Base per l’Escursionismo n° 6 del Parco dell’Etna. E’ direttamente raggiungibile dall’abitato di Bronte tramite una strada lastricata con pietra lavica al cui termine si trova il cancello che segna l’inizio del Demanio interdetto ai mezzi motorizzati. Nel piazzale antistante il cancello, a quota 1156, sorge la casermetta di proprietà del Comune di Bronte, oggi trasformata in rifugio sempre grazie alla presenza di un’associazione privata, che offre la possibilità di un semplice consumazione. Da esso si diparte il Sentiero 710, che alla fine del suo tracciato raggiunge la Pista Altomontana (Sentiero 701).

8. Sciare di S. Venera – C.da Edera – Lago Gurrida

E’ un territorio caratterizzato da un raro fenomeno idrogeologico: il Fiume Flascio ed il Torrente della Saracena, che discendono dai Monti Nebrodi, si infrangono contro le basse pendici dell’Etna, in un’area pianeggiante, occupata da un forte spessore di lave antichissime, fortemente fratturate e permeabili. Emergono così qua e la, soprattutto nella stagione primaverile, ristagni d’acqua, torrentelli, piccole cascate, mentre nelle aree asciutte dominano il giallo delle ferule e il bianco degli asfodeli.
L’area ospita anche dei resti archeologici datati dal VI al IX sec. d.C., riferiti cioè alla presenza dapprima bizantina e poi araba.
Un analogo fenomeno idrico determina, 4 km più ad Est, la presenza, per buona parte dell’anno, del Lago Gurrida, che ospita un’interessante fauna avicola.

9. Piano dell’Acqua

E’ una piccola area pianeggiante, posta a 700 m circa di quota e a breve distanza da Ballo, frazione di Zafferana Etnea. Così denominata per la presenza di alcuni punti di emungimento, posti sul fianco della Valle di San Giacomo, la cui acqua viene condotta nei centri abitati sottostanti. Da esso transitano il Sentiero Italia (704 e poi 724) ed il Sentiero delle Ginestre. Si diparte inoltre il Sentiero 742 che porta sulla cima di Monte Calanna, eccellente punto di osservazione verso l’interno della Valle del Bove.

10. Rifugio Sapienza

Ubicato a quota 1910, è un albergo che ha origine da una casermetta deno¬minata “Capanna Montagnola”, che stava sorgendo a cura della Milizia Volontaria per la Sicurezza Na¬zionale e che era rimasta al rustico allo scoppio dell’ultimo conflitto mondiale. Caduto il Fascismo, la struttura fu affidata alla Sezione di Catania del CAI, che la completò e la mise in esercizio come rifugio-albergo. L’edificio fu raddoppiato negli anni ’60 e del tutto ristrutturato una decina di anni fa. Attorno ad esso, nella seconda metà del Novecento, sorse progressivamente una delle due stazioni sciistiche dell’Etna, grazie alla presenza di una funivia e ad alcuni ski-lift. Da questa area si può accedere alle zone sommitali a piedi o mediante funivia, o ancora mediante automezzi fuoristrada.
Dall’area del Rifugio Sapienza transita il Sentiero Italia (701).

11. Piano Provenzana

E’ un ampio falsopiano, posto a 1900 m circa di quota, dove la Pineta di Linguaglossa sfuma verso il soprastante deserto vulcanico. E’ una nota stazione per gli sport invernali, disponendo di una sequenza di cinque impianti di risalita e di numerosi punti di ristoro.
Essa ospita un servizio di pullmini fuoristrada per l’avvicinamento alle zone sommitali.
Vi erano anche ubicate delle strutture ricettive, che furono però spazzate via nel 2002 da un’improvvisa e devastante eruzione vulcanica, di cui sono ampiamente visibili gli esiti.
Da Piano Provenzana transitano o si dipartono i sentieri 702, 724 e 721.

12. Pineta Ragabo

E’ una parte della più grande Pineta di Linguaglossa, posta a quota 1400 m, limitrofa ad una contrada denominata Piano della Pernicana. Si trova lungo la strada provinciale che porta da Linguaglossa a Piano Provenzana. Dispone di due strutture ricettive e per la ristorazione e in essa si trova il capolinea del lungo tracciato (circa 38 km) noto come Pista Altomontana.

13. Piano Fiera

E’ un’area pianeggiante, di particolare fascino per la sua naturalità e per il silenzio che l’avvolge, punteggiata da pini larici e racchiusa da tre coni vulcanici disposti a semicerchio (M. Gallo, M. Testa e M. Forno). Consente di imboccare i sentieri che portano verso la Pista Altomontana o che scendono verso Casa Bosco Prato Fiorito (707, 708, 708A e 708B). E’ raggiungibile mediante strada asfaltata dai centri abitati di Adrano, Biancavilla, Ragalna e Nicolosi.

14. Filiciusa Milia

Con questo nome si identifica una contrada che si estende dai 1300 ai 1600 m di quota, posta al confine tra le contrade coltivate a frutteto e l’area demaniale occupata dalla fitta pineta a pino laricio. Poco oltre la sbarra che delimita il demanio, si trova un rifugio dell’Azienda Foreste Demaniali, che corrisponde al Punto Base per l’Escursionismo n. 2. Da questo punto si diparte il Sentiero 705, che conduce alla Pista Altomontana (701)

15. Case Bosco Prato Fiorito

E’ un lungo e soleggiato caseggiato posto a quota 1077 nel territorio comunale di Adrano, che era in passato una struttura dedicata a quella specifica attività agricola che poteva essere esercitata ad una quota così elevata e soggetta, in inverno, ad innevamento. Da esse si diparte il Sentiero 708, che consente di introdursi in un’area di particolare interesse perché caratterizzata da numerosi coni vulcanici delle più varie epoche.

16. Casermetta Forestale (o Rifugio) La Nave

Dall’abitato di Maletto si può accedere alle zone medie del Vulcano mediante una stradella percorribile con automezzi privati, che vanno poi lasciati a ridosso di M. La Nave, dove ha inizio il Sentiero 713. La casermetta si trova lungo questo sentiero, a poca distanza dalla Pista Altomontana e dispone di un piccolo spazio per un ricovero di emergenza per gli escursionisti.

17. Case Bosco Chiuso

Prima di essere acquisite dal Demanio Forestale, erano note come Case Pappalardo per via degli ultimi proprietari dei caseggiati ivi ubicati, nati a servizio dell’attività di taglio e di trasporto a valle del legname che vi si svolgeva. Sorgono a quota 1219 e costituiscono uno dei due punti naturali di accesso alle zone medie dell’Etna partendo dal centro abitato di Maletto. Sono raggiungibili con automezzi privati, ma tali mezzi vanno poi lasciati a valle della sbarra, per proseguire senza mezzi a motore utilizzando il Sentiero 712.
18. Stazione di arrivo della Funivia

Posta a quota 2500 m, era fino al 1971 la stazione intermedia della Funivia dell’Etna, ma dopo la distruzione della metà superiore a causa di una colata lavica, si decise di non ricostruirla e di effettuare mediante pulmini fuori strada il trasporto di turisti fino alla base dell’area sommitali. Pur tuttavia anche la metà inferiore fu travolta dalla lava dell’eruzione del 2001 e dovette essere ricostruita.
Oltre che utilizzando il citato servizio motorizzato, dalla stazione di può precedere a piedi verso il panoramicissimo bordo della Valle del Bove, oppure avvicinarsi alle zone sommitali.

19. Piano del Vescovo

E’ una piccola area pianeggiante oggi attraversata dalla S.P. 92 che porta da Zafferana Etnea all’area del Rifugio Sapienza. Il nome ricorda il possesso di quest’area e di gran parte della Valle del Bove, da parte della Mensa Arcivescovile di Catania, che lucrava sul commercio della neve e del legname. Piano del Vescovo è posto alla base di un alto salto di roccia basaltica denominata “Acqua Rocca degli Zappini” ed è il punto di imbocco del sentiero 727 che, dopo essere transitato dalla sorgente posta sulla rocca, consente di raggiungere la Serra del Salfizio.

20. Rifugio Galvarina

E’ il più noto dei bivacchi di proprietà dell’Azienda Foreste Demaniali posti in sequenza lungo i 38 km della Pista Altomontana, potendosi raggiungere con una passeggiata di un’ora e mezza da Piano Vetore. Sorge a quota 1878, è sempre aperto per poter ricoverare gli escursionisti sia di giorno, sia di notte. Dispone di acqua di cisterna ma non di servizi igienici. Non è raggiungibile con mezzi meccanici, che vanno lasciati a Piano Vetore, ma solo a piedi o in bicicletta.